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Editoriale Aprile 2025

Mai dis-sperare

 

È un inganno del maligno credere che il peccato ci allontani da Dio. Gesù si è fatto vicino all’uomo proprio perché peccatore. E nella Pasqua ci ha strappati dal male per stringerci nell’abbraccio misericordioso del Padre.

Ecco la nostra speranza.

 

Un inganno diabolico

Come abbiamo fatto a pensare che il peccato ci possa allontanare da Dio? Quando ci sentiamo carichi dei nostri fardelli e delle nostre miserie, abbandoniamo la preghiera come se fossimo sporchi e impresentabili davanti a Lui. Vorremmo avere sempre il vestito pulito e lindo, ma quel vestito da festa Lo regala il Signore quando invita alle nozze gli “impresentabili” dopo il rifiuto dei “perfetti” o che tali si reputano.

E disperare della grazia è forse il peccato contro lo Spirito Santo, molto più grande di tutti i peccati che il Signore non vede l’ora di perdonare, per i quali è morto come un peccatore, come il peggiore, come un bestemmiatore.

Ragazzi senza peccati

Il senso del peccato, ahimè, si è affievolito molto nei nostri ragazzi. Abbiamo avuto paura a parlarne, forse perché in passato l’abbiamo accostato troppo alle punizioni divine e non all’immensa misericordia di un Padre che aspetta di vedere da lontano il ritorno del figlio amato, per riabbracciarlo e rivestirlo di quella regalità per cui l’ha fatto.

Una buona confessione

Quando voltiamo le spalle a Dio, Lui non si allontana e continua a sperare che un giorno o l’altro, torniamo a vedere il suo volto sorridente, e ci tuffiamo nel suo abbraccio.

Non disperiamo mai. È l’anno della speranza che non delude: il Signore è risorto.

E buona, santa Pasqua.

VALTER ROSSI

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