Editoriale
Valter Rossi
Il paradiso ci chiama
Novembre, mese che sembra più triste di altri e più carico di melanconici ricordi, è invece un gioioso annuncio di paradiso e di santità a cui siamo chiamati e a cui dobbiamo invitare tutti.
Puntiamo a lassù
«Il paradiso è il fine ultimo e il compimento dei desideri umani più profondi, lo stato di felicità suprema e definitiva». Lo dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1024. E davvero questo è il nostro fine ultimo, appagante e motivante: riposare nel possesso del bene. «Ci riposeremo in paradiso», diceva don Bosco incoraggiando i suoi primi salesiani ad essere infaticabili operatori in mezzo alla gioventù più in pericolo. E alla fine della vita ha salutato i suoi con un bellissimo: «Vi aspetto tutti in paradiso!».
Felici per sempre
Papa Francesco, più teologicamente formato, salutava con un più umile: «Ci rivediamo in purgatorio», ma la certezza della salvezza continua a sprizzare felicità intorno a sé. Siamo chiamati ad essere felici per sempre, perché salvati dalla morte di Gesù Cristo, che la morte l’ha affrontata davvero in un “prodigioso duello” e l”ha vinta, proprio quando tutti avevano perso la speranza.
Il nostro annuncio
In fin dei conti torniamo sempre al kerygma, al primo annuncio che da duemila anni risuona nel mondo per portare la vera gioia. E questo è possibile se ci abituiamo fin da ora a vedere Dio che opera nel mondo così come lo contempleremo e godremo per l’eternità. Ecco il vero paradiso in terra. Non ci accontentiamo di questo mondo, di un benessere materiale che puzza di egoismo e solitudine e nemmeno di una pace regolata dalla paura delle armi, ma coltiviamo la consapevolezza che Dio continua ad amare la sua umanità per cui ha donato il suo Figlio e lo contempliamo all’opera nella nostra vita e nella vita de ragazzi che incontriamo.
E mentre ricordiamo i nostri santi che già contemplano il volto di Dio nella beatitudine del cielo, qui in terra cantiamo “Gloria e pace”.



