Febbraio 2024

Impariamo da loro

Imparare dai ragazzi e dalle ragazze che avviciniamo è fondamentale per restare giovani, accrescere le nostre capacità comunicative ed essere annunciatori credibili della buona novella del Regno.

 

Giovani e felici

La prima cosa che ci trasmettono i ragazzi e le ragazze che incontriamo a catechismo è la voglia di vivere felici, la bellezza della giovinezza, la scoperta del mondo con le sue ricchezze e diversità.  Incontrarli ci aiuta a restare giovani dentro, capaci di meravigliarci e di apprezzare ciò che abbiamo intorno. Troppe volte abbiamo paura delle novità o dei cambiamenti. Il cammino sinodale, leggete nel focus le indicazioni riguardo alla catechesi, ci invitano invece a gioire per la varietà di forme che può assumere l’itinerario della iniziazione cristiana, la bellezza del camminare insieme, il fiorire della responsabilità comune nei confronti della fedeltà al messaggio di Gesù, la forza che viene dall’Eucaristia.

Comunicatori efficaci

Abbiamo intervistato un “aspirante regista” che ha realizzato un bellissimo video per rappresentare la parabola del figliol prodigo (o del padre misericordioso). Semplice ma efficace, ci insegna a comunicare non ai ragazzi di cinquant’anni fa, quando eravamo giovani io e molte/i di voi, ma ai ragazzi di oggi, con immagini nuove tratte dal loro mondo e dalla loro immaginazione. E come per le immagini, così per le parole, le espressioni, i tempi, gli argomenti e le sensibilità cambiano e ci chiedono di cambiare, di aggiornarci, di restare giovani e al passo coi tempi.

Annunciatori credibili

L’inserto è dedicato alla narrazione. Un’arte da far crescere e coltivare, fatta di studio e di prove, di riflessione e di tentativi. La Bibbia è la grande narrazione dell’incontro tra Dio che si è fatto storia e la storia degli uomini e delle donne di un tempo e di ogni tempo. Proprio perché l’incontro con il Dio di Gesù, scopo ultimo e primo del nostro impegno, non è tanto una teoria o una dottrina, non è anzitutto un insieme di precetti morali o di teorie pseudofilosofiche, ma la storia della nostra vita, non una storiella per ingenui o creduloni, che ci fa dire come i primi discepoli: «Venite e vedrete».

VALTER ROSSI