Focus marzo 2026
Continua la riflessione di don Michele Roselli sul percorso dell’iniziazione cristiana di fronte alle sfide attuali

Continua la riflessione di don Michele Roselli sul percorso dell’iniziazione cristiana di fronte alle sfide attuali
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Disabled pupil smiling at camera with classmates at the elementary school
Stefania Urso
«La vera misura di una società si vede nel modo in cui tratta i più deboli e vulnerabili, compresi i disabili. Dobbiamo promuovere una cultura dell’accoglienza, dell’inclusione e dell’empatia verso le persone con disabilità, riconoscendo che sono portatori di una bellezza e di una saggezza uniche» (Papa Francesco)
Premessa
Il tema della disabilità è sempre più al centro dell’attenzione
pastorale della Chiesa, la quale riconosce l’importanza di una
piena inclusione di tutti i cittadini nei percorsi di fede. La capacità di risposta ai bisogni delle persone disabili è uno degli indicatori principali di un Welfare moderno, maggiormente inclusivo, equo ed efficiente e l’Italia ha fatto un passo avanti decisivo in tale direzione.
La Convenzione Onu dei diritti delle persone con disabilità, rappresenta uno strumento condiviso dalla comunità internazionale che segna valori e obiettivi per ampliare il grado di inclusione sociale delle persone disabili.
Papa Francesco ha dichiarato: «La bussola dei principi sociali, necessaria a promuovere la cultura della cura, è indicativa anche per le relazioni tra le Nazioni, che dovrebbero essere ispirate a fratellanza, rispetto reciproco, solidarietà e osservanza del diritto internazionale.
A tale proposito, vanno ribadite la tutela e la promozione dei diritti umani fondamentali, che sono inalienabili, universali e indivisibili ».
Catechesi e disabilità
Su questo tema, Papa Francesco ha avuto parole magnifiche: «La dignità delle persone con disabilità va rispettata e tutelata in ogni ambito della vita, compresa l’accessibilità fisica, l’istruzione, l’occupazione e la partecipazione sociale…

Giuseppe Ruta – Paulo Stippe Schmitt
Un nuovo modo di fare catechesi
Abbiamo intervistato i curatori di un nuovo volume della Elledici, frutto di un seminario universitario dell’Istituto di Catechetica (ICa – Facoltà di Scienze dell’Educazione) di Roma. Con loro riflettiamo sull’importanza di una catechesi che non si limiti a dei contenuti nozionistici e intellettuali, ma che coinvolga la persona nella sua totalità. Sono Giuseppe Ruta (R.), salesiano, ordinario di Catechetica e Direttore dell’ICa, dell’Università Pontificia Salesiana (UPS) e Paulo Stippe Schmitt (S.), presbitero dell’Arcidiocesi di Florianópolis (Brasile) e dottorando in Scienze dell’Educazione presso l’UPS.
Come è nata questa riflessione e questo testo?
Così afferma il Direttorio: «L’incontro con Cristo coinvolge la persona nella sua totalità: cuore, mente, sensi. Non riguarda solo la mente, ma anche il corpo e soprattutto il cuore. In questo senso, la catechesi, che aiuta l’interiorizzazione della fede e, con ciò, dà un apporto insostituibile per l’incontro con Cristo, non è da sola nel favorire il perseguimento di questa finalità. A questo concorre con le altre dimensioni della vita di fede: nell’esperienza liturgico-sacramentale, nelle relazioni affettive, nella vita comunitaria e nel servizio ai fratelli avviene, infatti, qualcosa di essenziale per la nascita dell’uomo nuovo (cf. Ef 4,24) e per la trasformazione spirituale personale (cf. Rm 12,2)». (DC 76)
Non potevamo non rispondere a questo invito con la nostra riflessione ed esperienza.
Continua la riflessione di don Michele Roselli sul percorso dell’iniziazione cristiana di fronte alle sfide attuali
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